Chiharu Shiota
A Long Day
a cura di Franziska Nori
INAUGURAZIONE 24 MAGGIO 2014
fino al 12 ottobre 2014
Tenuta Dello Scompiglio
L’Associazione Culturale Dello Scompiglio presenta "A Long
Day", la nuova installazione dell’artista giapponese Chiharu Shiota a cura
di Franziska Nori, creata espressamente per lo spazio espositivo Dello
Scompiglio. Essa presenta alcuni degli aspetti più incisivi del lavoro
dell’artista unendo installazione, scultura e performance in una dimensione
spazio temporale condensata.
Nella creazione delle sue installazioni, Chiharu Shiota affronta
i grandi temi esistenziali dell’uomo come la memoria e l’oblio, l’appartenenza
e l’identità, la paura e la solitudine, la nascita e la morte.
Per "A Long Day" Shiota utilizza fili di lana nera che
intreccia in un lungo processo, fino a condensarli in una fitta tessitura,
rendendo lo spazio impenetrabile. L’installazione racchiude un tavolo e una
sedia attorno ai quali fluttuano fogli bianchi immobili e congelati nel tempo.
L’artista crea immagini tridimensionali, scenografie in cui
oggetti di uso quotidiano perdono la loro funzionalità a favore di un valore
emotivo e simbolico. Lo spazio tridimensionale diventa per l’artista la tela
sulla quale dipingere un’immagine che nasce da un immaginario intimo e privato
ma che nella trasposizione acquisisce una dimensione universale, una
simbolicità poetica che si rivela al visitatore in tutta la sua forza
espressiva. Il filo nero diventa tratto, diventa disegno nello spazio e allo
stesso tempo traccia del corpo in movimento. Nonostante la sua totale assenza è
il corpo a rimanere protagonista dell’installazione.
Chiharu
Shiota é una delle più affermate artiste giapponesi della sua generazione. Nel
suo lavoro sintetizza i due filoni artistici che più sembrano averla
influenzata: da un lato la tradizione giapponese del calligrafismo, che lavora
sullo stato di concentrazione dell’artista prima dell’atto unico e irripetibile
del gesto pittorico e, dall’altro, la lezione trasmessale da Marina Abramović,
di cui è stata allieva e secondo la quale l’artista deve lavorare quasi
asceticamente, in uno spirito di concentrazione meditativa che culmina in un
atto apparentemente semplice, ma colmo di significato.



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